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2 febbraio 2021

Superati i 1.000 trattamenti al seno con radioterapia intraoperatoria

Team IORT

Il 5 gennaio scorso è stato superato il traguardo dei 1.000 trattamenti al seno con l’applicazione della radioterapia intraoperatoria (IORT). Questo importante risultato pone il Centro di Riferimento Oncologico di Aviano tra i centri internazionali con la casistica più ampia.

Il primo trattamento IORT mammella al CRO è stato eseguito nel settembre 2002. Si trattava di una terapia ancora poco diffusa, svolta all’interno di una sperimentazione clinica. La strumentazione è stata acquisita grazie all’impegno degli specialisti Samuele Massarut e Mario Roncadin, che erano riusciti ad aggregare le donazioni di un gruppo locale di imprenditori, tra cui Giovanni Pagotto e il compianto deputato Renato Donazzon.

Il numero di trattamenti è cresciuto nel corso degli anni, fino ad attestarsi intorno agli 80 interventi annuali di oggi. In questo periodo l’Istituto si è affermato per la sua attività all’interno di studi clinici internazionali (TARGIT A e TARGIT B) e proprio nel corso del 2020 sono stati pubblicati due importanti lavori su interviste scientifiche prestigiose, Jama Oncology e British Medical Journal, che hanno contribuito a dimostrare l’efficacia della radioterapia intraoperatoria in determinati sottogruppi di pazienti affetti da tumore al seno. I primi studi sugli effetti biologici di tale irradiazione erano stati svolti proprio ad Aviano.

L’equipe dedicata a questa terapia in sala operatoria è formata dal chirurgo senologo, dall’oncologo radioterapista e dal fisico sanitario, ma l’intero gruppo multidisciplinare della Breast Unit è coinvolto nella selezione delle pazienti candidate a tale procedura. L’apparecchiatura utilizzata sfrutta fotoni a bassa energia, che hanno la capacità di erogare una dose efficace di radioterapia in stretta prossimità del cavo chirurgico.

La radioterapia intraoperatoria è impiegata nei tumori mammari in stadio iniziale ed è esclusivo nelle forme a basso rischio, mentre viene integrato con un numero ridotto di sedute di radioterapia tradizionale nelle forme a maggior rischio. Il vantaggio principale consiste pertanto nel limitare l’intero trattamento radiante a una singola seduta intraoperatoria nei casi più favorevoli, e comunque di ridurre il numero di sedute radianti per le forme a maggior rischio.

Poiché la dose di radioterapia intraoperatori viene concentrata su una piccola parte di tessuto mammario, il rischio di tossicità extra-mammarie, in particolare cardiache, è minore e questo si traduce in una riduzione della mortalità per cause non correlate al tumore.

In occasione del traguardo simbolico dei 1.000 trattamenti con radioterapia intraoperatoria, la Breast Unit del CRO rivolge un ringraziamento particolare ai donatori fin dai primi anni 2000 hanno creduto nelle potenzialità di questa pratica e alle pazienti che hanno liberamente scelto di partecipare agli studi clinici, aiutando i ricercatori a far luce sui benefici che si possono avere nel trattamento del tumore al seno in stadio precoce.

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ultima modifica: 2 febbraio 2021 Commenti / Suggerimenti