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21 ottobre 2020

Chirurgia Oncologica al CRO, il punto sui tumori gastrointestinali

Aggiornamenti in Chirurgia Oncologica

È in programma nel pomeriggio di giovedì 22 ottobre alle 15:30 la seconda parte del corso Aggiornamenti in Chirurgia Oncologica, una serie di tre seminari di formazione destinati agli operatori sanitari (medici, infermieri, biologi) chiamati a intervenire nel processo diagnostico e terapeutico dei pazienti affetti da patologie tumorali. Gli incontri sono trasmessi dal Campus del CRO di Aviano, ma la partecipazione è possibile esclusivamente online in videoconferenza, come previsto dalle limitazioni anti-Covid in vigore. Il corso riconosce crediti ECM per la formazione continua in medicina. Il ciclo di incontri – il primo dedicato ai tumori gastrointestinali, il secondo alla sfera ginecologica, il terzo ai tumori della mammella – nasce dalla stretta collaborazione tra tutte le strutture chirurgiche del Centro di Riferimento Oncologico, nel tentativo di offrire un quadro dei progressi della chirurgia in cui l’Istituto è specializzato e delle innovazioni raggiunte dai suoi team multidisciplinari. Le registrazioni del corso saranno successivamente messe a disposizione degli interessati.

Nel corso del primo incontro – che ha visto alternarsi il dottor Renato Cannizzaro, responsabile della struttura di Gastroenterologia Oncologica Sperimentale, e i dottori Claudio Belluco e Andrea Lauretta, rispettivamente responsabile e dirigente medico della struttura di Chirurgia Oncologica Generale – è emerso come l’approccio multidisciplinare integrato mediante la collaborazione dei diversi specialisti e l’utilizzo di protocolli e tecniche innovative consenta di migliorare le probabilità di guarigione e di sopravvivenza dei pazienti. La chirurgia oncologica riveste un ruolo centrale nella moderna gestione dei pazienti con tumori dell’apparato gastrointestinale: tutti gli sforzi sono volti al raggiungimento della guarigione dal tumore cercando nel contempo di preservare al massimo la qualità della vita mediante interventi sempre meno demolitivi e più mirati. Di fondamentale importanza è un’accurata fase diagnostica, che nel caso dei tumori gastrointestinali può contare su strumenti endoscopici sempre più sofisticati e su studi avanzati sia in campo genetico che di laboratorio in grado di rilevare le condizioni particolari dell’apparato digerente che possono favorire l’insorgere della patologia.

Nei tumori dello stomaco diagnosticati in fase iniziale, le moderne tecniche operative endoscopiche consentono di rimuovere la lesione interamente e in sicurezza oncologica, senza dover ricorrere all’asportazione chirurgica degli organi. Nelle forme più avanzate, il trattamento chemioterapico integrato pre e/o post-operatorio permette di ottenere tassi di guarigione più elevati, così come in alcuni casi selezionati con presenza di malattia metastatica la chemioterapia consente di intervenire su tumori inizialmente considerati inoperabili. La laparoscopia di stadiazione è utilizzata per visualizzare l’eventuale presenza di diffusione della malattia a livello del peritoneo, che non sarebbe altrimenti identificabile con gli altri strumenti diagnostici. Nel corso della stessa procedura è anche possibile posizionare un cateterino per la nutrizione enterale, consentendo al paziente di raggiungere uno stato nutrizionale adeguato per affrontare le terapie e l’intervento chirurgico. Il CRO sta partecipando a studi di chemioterapia e immunoterapia integrata e si stanno  sviluppando e  utilizzando tecniche di chirurgia mini-invasiva.

Per quanto riguarda i carcinomi del retto, al CRO è attivo un protocollo basato sul trattamento radio-chemioterapico finalizzato alla preservazione di questo tratto intestinale. Si è osservato infatti che in circa un quarto di casi, dopo radio-chemioterapia, il tumore scompare completamente e non è più necessario ricorrere all’intervento chirurgico demolitivo. Inoltre moderne tecniche chirurgiche consentono approcci mini-invasivi con ripresa post-operatoria molto più rapida rispetto alla chirurgia tradizionale. Il numero di interventi che richiede una stomia è sempre più limitato. Nei pazienti con recidiva o con tumore particolarmente avanzato può è a disposizione la radioterapia intraoperatoria (IORT) che consente, dopo l’asportazione della malattia, l’applicazione di una dose elevata di radioterapia nella sede desiderata nel corso dello stesso intervento chirurgico.

Presso il CRO le tecniche mini-invasive laparoscopiche vengono utilizzate in più dell’80% dei pazienti con tumore del colon-retto. È stata recentemente acquisita una strumentazione di ultima generazione che permette al chirurgo di operare con una visione ottimale anche tridimensionale.

Nei pazienti con metastasi la chemioterapia è in grado di ottenere elevati tassi di risposta così da potere intervenire chirurgicamente per l’asportazione delle lesioni residue. Inoltre, in presenza di carcinosi, con disseminazione di cellule neoplastiche al peritoneo, può essere utilizzata la chemioipertermia (HIPEC) che consente di immettere una soluzione contenente il farmaco chemioterapico direttamente nella cavità addominale al termine dell’intervento chirurgico. La soluzione viene fatta circolare a una temperatura di 43 gradi ottenendo l’effetto di aumentare l’efficacia del farmaco a livello locale e di ridurne la tossicità a livello sistemico.

Nell’incontro di giovedì 22 ottobre saranno esaminate le procedure diagnostiche e chirurgiche relative alla sfera ginecologica, con interventi dei dott. Giorgio Giorda, Francesco Sopracordevole e Anna Del Fabro, rispettivamente responsabile e dirigenti medici della struttura di Chirurgia Oncologica Ginecologica. Chiuderà il corso il 29 ottobre la sessione dedicata ai tumori della mammella, con le relazioni dei dott. Samuele Massarut, Mario Mileto ed Erica Piccoli, rispettivamente responsabile e dirigenti medici della struttura di Chirurgia Oncologica del Seno.

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ultima modifica: 28 ottobre 2020 Commenti / Suggerimenti