Ricerca finalizzata: selezionati quattro progetti CRO
Dal bando del Ministero della Salute arriva un’importante conferma per l’IRCCS avianese, che riceverà 1,8 milioni di finanziamenti
Il Centro di Riferimento Oncologico di Aviano si conferma tra gli istituti di eccellenza a livello nazionale e non solo. A certificarlo è l’esito del Bando della ricerca finalizzata del Ministero della Salute che ha premiato ben quattro progetti di ricerca presentati dal CRO, che riceveranno un finanziamento di 450mila euro ciascuno, per un importo complessivo di 1,8 milioni.
Si tratta di un risultato significativo, dal momento che questa edizione del bando è stata particolarmente selettiva: su 1.431 proposte, infatti, solo 370 sono state ammesse ai finanziamenti. Nel dettaglio, due progetti si sono qualificati nella graduatoria riservata ai ricercatori Under 40 e altrettanti in quella ordinaria.
"Negli ultimi anni abbiamo compiuto scelte importanti, investendo risorse significative nella stabilizzazione dei ricercatori precari del CRO di Aviano e rafforzando il legame tra ricerca, formazione e assistenza clinica, anche con l'insediamento della Scuola di specializzazione in Oncologia medica dell'Università di Udine all'interno dell'Istituto avianese. Sono decisioni determinanti che permettono ai professionisti della ricerca di programmare con maggiore serenità il proprio futuro e di esprimere al meglio talento e competenze. I risultati che vediamo oggi, premiati dal ministero della Salute, ne sono una conferma concreta", ha dichiarato l'assessore regionale alla Salute, Riccardo Riccardi, intervenendo in conferenza stampa, alla presenza anche del direttore scientifico Gustavo Baldassare e del direttore sanitario Valter Gattei.
"Il Friuli Venezia Giulia - ha aggiunto Riccardi, complimentandosi con i ricercatori che hanno realizzato i progetti - è stata la prima Regione a investire in modo strutturale sulla stabilizzazione dei ricercatori. Si tratta di una scelta strategica sul capitale umano, che consente di trattenere competenze e valorizzare i giovani talenti. Due dei quattro progetti finanziati sono infatti guidati da ricercatori Under 40: un segnale importante della qualità del lavoro svolto e della vitalità scientifica dell'Istituto".
"Continueremo - ha assicurato l'assessore - a investire in questa direzione, anche attraverso lo sviluppo di progetti strategici, come la Protonterapia e il rafforzamento ulteriore dell'integrazione tra ricerca e assistenza clinica in stretta collaborazione con il sistema universitario. Garantire stabilità e prospettive ai ricercatori - ha concluso l'esponente della Giunta regionale - significa mettere le basi per risultati concreti nella cura dei pazienti e per il consolidamento dell'eccellenza del Cro di Aviano e dell'intero sistema sanitario regionale e nazionale".
“Sono molto contento del risultato ottenuto dai nostri ricercatori e, in particolare, dai giovani che si dimostrano, ancora una volta, in grado di competere con successo nel panorama nazionale della ricerca sanitaria”, ha detto il direttore scientifico Gustavo Baldassare. “Il fatto che tre dei quattro progetti vincitori siano guidati da un ricercatore pre-clinico e da uno clinico è un ulteriore motivo di soddisfazione e dimostra come al CRO siamo in grado di portare avanti ricerche traslazionali all’avanguardia che mirano a un veloce trasferimento dal laboratorio al letto del paziente, in linea con la nostra missione istituzionale”.
I PROGETTI SELEZIONATI. Tra i giovani, si è classificato il lavoro coordinato da Federico Pozzo dell’Oncoematologia clinico sperimentale, che punta a individuare un nuovo approccio per valutare l’impatto delle immunoglobine nei pazienti affetti da leucemia linfatica cronica. Assieme a lui al progetto lavoreranno Erika Tissino (co-responsabile) e Filippo Vit, entrambi ricercatori dell’Oncoematologia del CRO.
Sempre tra gli Under, sarà finanziato anche il progetto che vede come responsabile Naike Casagrande (ricercatrice della struttura di Oncologia molecolare e modelli preclinici di progressione tumorale), affiancata da Nicolò Clemente (medico della Chirurgia oncologica ginecologica, co-responsabile) e da Martina Taborelli (ricercatrice dell’Epidemiologia oncologica): studieranno un nuovo bio-marcatore del cancro ovarico per pronosticare la risposta ai farmaci e la sensibilità al trattamento, in modo da rendere le terapie sempre più personalizzate.
Tra i ‘Senior’, il Ministero premia il progetto guidato da Paola Spessotto, ricercatrice dell’Oncologia molecolare e modelli preclinici di progressione tumorale, che, attraverso l’innovativa tecnica dell’endomicroscopia laser confocale, mira a valutare in tempo reale la ‘tenuta’ della barriera intestinale per prevedere sia l’efficacia della terapia sia il rischio di effetti collaterali gastrointestinali. Assieme a lei saranno impegnati Stefano Realdon (medico della Gastroenterologia oncologica e sperimentale e co-responsabile della ricerca), Elena Ongaro (medico dell’Oncologia medica e prevenzione oncologica) e il professor Riccardo Dolcetti (già direttore dell’Immunotrapia del CRO e attualmente alla guida della divisione Clinical and Translational Immunotherapy al Peter MacCallum Cancer Center a Melbourne, in Australia).
Selezionato, infine, anche un altro lavoro di oncologia di precisione dedicato al cancro ovarico che userà organoidi e approcci d’intelligenza artificiale per creare una biobanca di modelli preclinici su cui testare nuove terapie. Coordinato dal professor Flavio Rizzolio (ricercatore universitario dell'Anatomia patologica a indirizzo oncologico CRO e ordinario all’Università Ca’ Foscari di Venezia), lo studio vede come co-responsabile Agostino Steffan (direttore della Medicina di Laboratorio - Patologia Clinica ASFO -CRO) e potrà contare anche sull’apporto del professor Tiziano Tuccinardi (Università di Pisa); a illustrare il progetto a nome del team è stata Isabella Caligiuri (ricercatrice dell'Anatomia patologica a indirizzo oncologico).